
Porta storicaSe hai tempo
Porta Felice
25 min a piedi dal deposito (1,9 km)
La storia
Porta Felice chiude verso il mare la strada che attraversa la città vecchia, il Cassaro, oggi corso Vittorio Emanuele. I lavori cominciarono alla fine del Cinquecento per volontà del viceré Marcantonio Colonna, che la dedicò alla moglie Felice Orsini, e si conclusero nel Seicento.
Non ha arco: due piloni gemelli in pietra lasciano libero il passaggio e la vista. La spiegazione più ripetuta è pratica, non simbolica — serviva far passare i carri dei festeggiamenti e i carri trionfali del Festino di Santa Rosalia, che ancora oggi scendono di qui verso il mare.
Bombardata nella Seconda guerra mondiale, è stata ricostruita nel dopoguerra.
Perché vale la pena
È la porta che separa la città dall’acqua: da un lato il Cassaro con i palazzi e le chiese, dall’altro il Foro Italico, il prato e il mare aperto. Passandoci sotto al tramonto capisci perché la città è nata qui. Guarda i due piloni dal lato del mare: la pietra è mangiata dal sale e le decorazioni sono ancora leggibili.
Lascia qui i bagagli e vai leggero
Armadietto self-service in Via Villareale 31, aperto con il codice della prenotazione.
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