
ChiesaDa non perdere
La Martorana e San Cataldo
18 min a piedi dal deposito (1,4 km)
La storia
Santa Maria dell’Ammiraglio fu fondata nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II. La chiamano Martorana dal convento di Eloisa Martorana, che nel Quattrocento la annesse alle sue monache, le stesse a cui si attribuisce la frutta di pasta di mandorle che porta questo nome.
I mosaici bizantini sono fra i più antichi della Sicilia: c’è Ruggero II incoronato direttamente da Cristo, e Giorgio ai piedi della Vergine. Nel Seicento e Settecento la chiesa fu allungata e decorata in stile barocco, così le due epoche convivono nella stessa navata. Oggi è officiata con rito bizantino dalla comunità italo-albanese.
San Cataldo, accanto, fu costruita intorno al 1160 da Maione di Bari, ammiraglio di Guglielmo I: tre cupole rosse, interno spoglio, mai decorato. Entrambe sono nel sito UNESCO dal 2015.
Perché vale la pena
Entra nella Martorana e alza subito lo sguardo alla cupola: il Cristo benedicente circondato dagli angeli è l’immagine che ti resta. Poi cerca, vicino all’ingresso, i due pannelli con Ruggero e Giorgio. San Cataldo è l’opposto: pietra nuda, luce che scende dalle cupole, silenzio. Stanno a dieci metri di distanza e sembrano due mondi.
Lascia qui i bagagli e vai leggero
Armadietto self-service in Via Villareale 31, aperto con il codice della prenotazione.
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