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Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria
18 min a piedi dal deposito (1,3 km)
La storia
La chiesa fu costruita nell’ultimo trentennio del Cinquecento per il monastero domenicano femminile che occupava l’intero isolato fra piazza Bellini e piazza Pretoria. La facciata è ancora rinascimentale; l’interno, decorato nel Seicento e Settecento, è invece uno dei più ricchi del barocco siciliano, con marmi mischi, stucchi e affreschi. La cupola fu affrescata da Vito D’Anna a metà Settecento.
Le monache vissero qui in clausura fino al 2014. Dopo la loro partenza il complesso è stato aperto al pubblico: chiostro, celle, cucine, terrazze sui tetti e la pasticceria che ha ripreso le ricette del convento.
Perché vale la pena
La chiesa è sontuosa, ma la sorpresa è il monastero: cammini nel chiostro con la fontana, entri nelle celle, e poi sali sulle terrazze e ti trovi all’altezza delle cupole della Martorana e di San Cataldo, con piazza Pretoria sotto. Prima di uscire passa dalla pasticceria e assaggia qualcosa fatto con le ricette delle suore.
Lascia qui i bagagli e vai leggero
Armadietto self-service in Via Villareale 31, aperto con il codice della prenotazione.
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